Il deposito telematico di copia del ricorso, notificato via pec, senza attestazione di conformità del difensore, non ne comporta l’improcedibilità.

Nota a Cass. S.U. 24 settembre 2018, n. 22438

Mariapaola Boni

Con un’attenta e dettagliata ricostruzione dei principi che presiedono alla procedibilità o meno del ricorso notificato a mezzo p.e.c. come originale telematico e depositato in copia analogica, priva di attestazione di conformità ex. art. 9, L. n. 53/1994, le S.U. della Corte di Cassazione hanno mutato orientamento, stabilendo, ai sensi dell’art. 363 c.p.c., i seguenti principi di diritto:

Deposito di copia analogica del ricorso telematico a mezzo pec, privo di attestazione di conformità del difensore e procedibilità. “Il deposito in cancelleria, nel termine di venti giorni dall’ultima notifica, di copia analogica del ricorso per cassazione predisposto in originale telematico e notificato a mezzo posta elettronica certificata, senza attestazione di conformità del difensore L. n. 53 del 1994, ex art. 9, commi 1-bis e 1-ter, o con attestazione priva di sottoscrizione autografa, non ne comporta l’improcedibilità ai sensi dell’art. 369 c.p.c. sia nel caso in cui il controricorrente (anche tardivamente costituitosi) depositi copia analogica di detto ricorso autenticata dal proprio difensore, sia in quello in cui, ai sensi del D.LGS. n. 82/2005, art. 23, co.2, non ne abbia disconosciuto la conformità all’originale notificatogli”.

Disconoscimento da parte del controricorrente. E’ onere del controricorrente, anche ai fini della tempestività della notificazione del ricorso in originale telematico, “disconoscere la conformità agli originali dei messaggi di p.e.c. e della relata di notificazione depositati in copia analogica non autenticata dal ricorrente”.

Destinatario intimato e deposito, da parte del ricorrente, dell’asseverazione di conformità all’originale, pena l’improcedibilità. Qualora “il destinatario della notificazione a mezzo p.e.c. del ricorso nativo digitale rimanga solo intimato, il ricorrente potrà depositare, ai sensi dell’art. 372 c.p.c. (e senza necessità di notificazione ai sensi del secondo comma della medesima disposizione), l’asseverazione di conformità all’originale (ex art. 9, L. n. 53 del 1994) della copia analogica depositata sino all’udienza di discussione (art. 379 c.p.c.) o all’adunanza in camera di consiglio (art. 380 bis c.p.c., comma 1 e art. 380 ter c.p.c.). In difetto, il ricorso sarà dichiarato improcedibile”.

Disconoscimento di conformità da parte del destinatario e onere di asseverazione di conformità da parte del ricorrente, pena l’improcedibilità. “Nel caso in cui il destinatario della notificazione a mezzo p.e.c. del ricorso nativo digitale depositi il controricorso e disconosca la conformità all’originale della copia analogica informe del ricorso depositata, sarà onere del ricorrente, nei termini anzidetti (sino all’udienza pubblica o all’adunanza di camera di consiglio), depositare l’asseverazione di legge circa la conformità della copia analogica, tempestivamente depositata, all’originale notificato. In difetto, il ricorso sarà dichiarato improcedibile”.

Più destinatari e onere del ricorrente di depositare l’asseverazione di cui sopra, pena l’improcedibilità. “Nell’ipotesi in cui vi siano più destinatari della notificazione a mezzo p.e.c. del ricorso nativo digitale e non tutti depositino controricorso, il ricorrente – posto che il comportamento concludente ex art. 23, comma 2, c.a.d. impegna solo la parte che lo pone in essere – sarà onerato di depositare, nei termini sopra precisati, l’asseverazione di cui alla L. n. 53 del 1994, art. 9. In difetto, il ricorso sarà dichiarato improcedibile”.

Ricorso depositato in copia telematica e procedibilità
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