Il risarcimento per il danno da lesione della professionalità spetta solamente ove lo stesso sia adeguatamente provato.

 Nota a Cass., ord., 9 luglio 2018, n. 17976

 Giuseppe Catanzaro

In caso di illegittimo demansionamento, al lavoratore coinvolto spetta il risarcimento per il danno da lesione della professionalità solo se lo stesso viene provato in modo adeguato.

Difatti, sebbene dal demansionamento possano conseguire danni al bene immateriale della dignità professionale del lavoratore, gli stessi devono sempre essere dimostrati dal soggetto danneggiato.

Tali principi sono stati affermati dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 17976 del 9 luglio 2018.

Nel caso di specie, il lavoratore, già illegittimamente licenziato e reintegrato a seguito di provvedimento giudiziario, aveva proposto ricorso eccependo di avere subìto un demansionamento e delle ingiuste contestazioni disciplinari.

All’esito del secondo grado di giudizio, al lavoratore veniva riconosciuto il diritto al risarcimento per danno biologico, ma non anche quello per danno alla professionalità.

In sede di legittimità è stato confermato tale assunto, in quanto il ricorrente non aveva neppure dedotto in cosa sarebbe consistito il danno alla professionalità, non fornendo dunque una prova adeguata.

Nella pronuncia in esame, la Cassazione ha sottolineato come il risarcimento del danno professionale, non ricorrendo automaticamente in tutti i casi di inadempimento datoriale, non può prescindere da una specifica allegazione, nel ricorso introduttivo del giudizio, sulla natura e sulle caratteristiche del pregiudizio subito.

Inoltre, non è sufficiente che la prova del danno, ai sensi dell’art. 2729 c.c., si fondi sul semplice richiamo di categorie generali (come la qualità e quantità dell’attività lavorativa svolta, il tipo e la natura della professionalità coinvolta, la gravità del demansionamento, la sua durata e altre simili), dovendo il giudice di merito procedere, pur nell’ambito di tali categorie, ad una precisa individuazione dei fatti che assume idonei e rilevanti ai fini della produzione del danno, alla stregua di canoni di probabilità e regole di comune esperienza.

La prova del danno da lesione alla professionalità
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