Nella determinazione della retribuzione globale di fatto utile per il calcolo dell’indennità sostitutiva della reintegrazione, si calcolano sia il rateo del trattamento di fine rapporto che la media delle competenze accessorie normalmente corrisposte al lavoratore per la sua prestazione.

Nota a Trib. Trento 1 ottobre 2019, n. 209

Alfonso Tagliamonte

Il parametro previsto dal legislatore per la qualificazione dell’indennità sostitutiva della reintegrazione ai sensi dell’art. 18, co.3, Stat. Lav., è costituito dalla retribuzione globale di fatto. Ciò, al pari di quanto stabilito per il risarcimento del danno cagionato dal licenziamento illegittimo, benché, nel primo caso, l’indennità da quantificare in sostituzione della reintegrazione è legata ad una scelta del lavoratore, mentre, nella seconda ipotesi il danno risarcito è quello causato dal comportamento illegittimo del lavoratore (v. Cass. n. 2262/2007).

La retribuzione globale di fatto va intesa, secondo la giurisprudenza consolidata, “come il coacervo delle somme che risultano dovute, anche in via continuativa, purché non occasionali, in dipendenza del rapporto di lavoro e in correlazione ai contenuti e alle modalità di esecuzione della prestazione lavorativa, così da costituire il trattamento economico normale, che sarebbe stato effettivamente goduto, se non vi fosse stata l’estromissione dall’azienda, essendo necessario evitare che siano addossate al lavoratore licenziato le conseguenze negativa di un illecito commesso dal datore di lavoro”.

È quanto ribadito dal Tribunale di Trento 1 ottobre 2019, n. 209, che respinge il ricorso di una società cooperativa la quale aveva sostenuto che nel parametro di quantificazione dell’indennità sostitutiva della reintegrazione (ex art. 18, co. 3, Stat. Lav.), costituito dall’ultima retribuzione globale di fatto, non dovessero essere computati:

a) il rateo del trattamento di fine rapporto (d’ora in poi TFR);

b) le c.d. competenze accessorie percepite mediamente negli ultimi 12 mesi.

In ordine al calcolo del TFR (di cui al punto sub a)), il Tribunale rileva che “l’ultima retribuzione globale di fatto deve corrispondere al trattamento economico normale che sarebbe stato effettivamente goduto, se non vi fosse stata l’estromissione dall’azienda”.

I giudici precisano infatti che, nella fattispecie sottoposta alla loro attenzione, non si versa in un’ipotesi in cui il rapporto di lavoro subordinato riprende la sua funzionalità dopo la declaratoria di nullità o l’annullamento del licenziamento. Poiché, in tal caso (art. 18, co. 2 e 4, Stat. Lav.), la somma liquidata a titolo di risarcimento del danno patrimoniale cagionato dal licenziamento entra a far parte della base di calcolo del TFR da versare alla cessazione del rapporto e, pertanto, va liquidata senza considerare il rateo del trattamento in questione, poiché, diversamente, vi sarebbe una indebita duplicazione del medesimo emolumento.

La conclusione è opposta nella fattispecie all’esame del Tribunale in cui il rapporto di lavoro non si ricostituisce poiché il lavoratore esercita la facoltà di chiedere al datore l’indennità sostitutiva della reintegrazione ex art. 18, co. 3, Stat. Lav.

In tale ipotesi, infatti, qualora non fosse stato intimato il licenziamento nullo o annullabile, il dipendente avrebbe proseguito il rapporto di lavoro, quantomeno per un numero di mesi corrispondenti all’indennità sostitutiva; e, alla cessazione del rapporto, avrebbe percepito un TFR comprensivo dei ratei maturati in quel periodo.

Per quanto concerne le competenze accessorie percepite in media negli ultimi 12 mesi che, secondo la cooperativa, non sarebbero computabili nell’ultima retribuzione globale di fatto, in quanto corrisposte al lavoratore senza carattere di continuità, il Tribunale ribadisce il concetto che “l’ultima retribuzione globale di fatto deve corrispondere al trattamento economico normale, che sarebbe stato effettivamente goduto, se non vi fosse stata l’estromissione dall’azienda”. E presume, sulla base delle modalità di svolgimento del rapporto, che il lavoratore, se non fosse stato licenziato, avrebbe percepito nei successivi 15 mesi una retribuzione maggiorata con le c.d. competenze accessorie (normalmente erogate nei pregressi 12 mesi, come, ad es., il lavoro domenicale), che vanno pertanto computate nell’ultima retribuzione globale di fatto.

 

Retribuzione globale di fatto e indennità sostitutiva della reintegrazione
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