Il mero svolgimento di un’attività lavorativa durante la malattia non costituisce automaticamente illecito disciplinare. Pertanto, il licenziamento del prestatore è legittimo solo qualora il datore di lavoro dimostri che la malattia è simulata ovvero che l’attività in questione è concretamente
Licenziamento per giustificato motivo oggettivo: esternalizzazione e repêchage
Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo è illegittimo se il datore di lavoro non prova l’effettività dell’esternalizzazione e l’impossibilità di repêchage. Nota a Cass. (ord.) 7 aprile 2026, n. 8646 Fabio Iacobone
Patto di prova e specificazione delle mansioni
Nullo il patto di prova che non specifichi le mansioni del lavoratore. A tal fine, è insufficiente la descrizione generica dell’attività e dei requisiti professionali contenuta nella declaratoria del contratto collettivo. Nota a Trib. Milano 3 aprile 2026, n. 683
Mancato superamento della prova del docente di una scuola
Legittima la risoluzione del rapporto di lavoro di un docente scolastico per mancato superamento della prova in ragione di carenza di competenze relazionali, organizzative e gestionali. Nota a Cass. (ord.) 13 dicembre 2025, n. 32556 Kevin Puntillo
Interposizione fittizia e prescrizione
Per quanto riguarda la prescrizione dell’azione volta all’accertamento dell’interposizione illegittima di manodopera la stabilità reale va verificata con riferimento al datore di lavoro formale. Nota a App. Roma 2 ottobre 2025, n. 2930 Flavia Durval
Malattia grave e computo del periodo di comporto
Ai fini dell’esclusione dal computo del comporto delle assenze per malattie particolarmente gravi, non può riconoscersi alcun valore probatorio ai messaggi Whatsapp scambiati tra dipendente e responsabile aziendale. Nota a Cass. 7 ottobre 2025, n. 26956 Pamela Coti
Danno da mobbing
Il danno causato da un comportamento mobbizzante del datore di lavoro va provato dal lavoratore. Nota a Cass. (ord.) 3 giugno 2025, n. 14890 Fabio Iacobone
Condotta aggressiva del lavoratore e licenziamento
Scoppio d’ira, urla, bestemmie e calci da parte del lavoratore non configurano una giusta causa di licenziamento. Nota a Cass. ord. 30 giugno 2025, n. 17548 Massimo Citerni di Siena
Assenza ingiustificata e licenziamento per giusta causa
Il lavoratore è tenuto a comunicare tempestivamente la necessità di assentarsi dal lavoro pena la violazione degli obblighi di correttezza e diligenza nell’espletamento della prestazione lavorativa. Nota a Cass. (ord.) 22 maggio 2025, n. 13747 Fabio Iacobone
Patto di prova e indicazione delle mansioni
Il patto di prova è valido solo se contiene la specifica indicazione delle mansioni, la quale può validamente avvenire anche tramite il rinvio al profilo professionale previsto dal contratto collettivo, purché sufficientemente dettagliato e non limitato alla generica descrizione della categoria.

