Il mero svolgimento di un’attività lavorativa durante la malattia non costituisce automaticamente illecito disciplinare. Pertanto, il licenziamento del prestatore è legittimo solo qualora il datore di lavoro dimostri che la malattia è simulata ovvero che l’attività in questione è concretamente
Illegittimo il licenziamento “a sorpresa” con difetto assoluto di contestazione disciplinare
Il datore di lavoro non può irrogare contestualmente sanzioni conservative e licenziamento fondando lo stesso sul superamento della soglia complessiva delle sospensioni disciplinari prevista dal contratto collettivo, senza una preventiva e autonoma contestazione dell’ulteriore addebito derivante dalla valutazione unitaria delle
Svolgimento di attività lavorativa privata durante l’orario di lavoro e licenziamento legittimo per giusta causa
Il lavoratore che durante orario di lavoro svolge una seconda attività lavorativa in conflitto di interessi con l’azienda può essere legittimamente licenziato. Nota a Cass. (ord.) 14 maggio 2026, n. 14195 Flavia Durval
Validità del licenziamento comunicato tramite e-mail ordinaria
Il licenziamento comunicato via e-mail resta valido anche se non rispetta le modalità previste dal CCNL. Nota a Cass. (ord.) 11 maggio 2026, n. 13731 Pamela Coti
Licenziamento per giustificato motivo oggettivo: esternalizzazione e repêchage
Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo è illegittimo se il datore di lavoro non prova l’effettività dell’esternalizzazione e l’impossibilità di repêchage. Nota a Cass. (ord.) 7 aprile 2026, n. 8646 Fabio Iacobone
Patto di prova e specificazione delle mansioni
Nullo il patto di prova che non specifichi le mansioni del lavoratore. A tal fine, è insufficiente la descrizione generica dell’attività e dei requisiti professionali contenuta nella declaratoria del contratto collettivo. Nota a Trib. Milano 3 aprile 2026, n. 683
Nullo il licenziamento per eccessiva morbilità senza superamento del comporto
Il recesso intimato per il perdurare delle assenze per malattia è nullo laddove non sia stato superato il periodo massimo di conservazione del posto, a nulla rilevando lo scarso rendimento o l’eventuale disservizio aziendale determinato dalla morbilità del dipendente. Nota
Abbandono della Chiesa cattolica e licenziamento discriminatorio
Il licenziamento della dipendente di un’associazione cattolica motivato dall’abbandono della Chiesa cattolica è discriminatorio. Nota a CGUE (Grande Sezione) 17 marzo 2026, causa C-258/24 Daria Pietrocarlo
Licenziamento del medico negligente e limiti del ricorso in Cassazione
È legittimo il licenziamento per giusta causa intimato al dirigente medico che ometta di registrare nella cartella clinica gli interventi eseguiti, non attenda l’esito degli esami diagnostici, non informi il primario né assicuri il passaggio di consegne ai colleghi e,
Licenziamento discriminatorio: il silenzio sulla propria disabilità non riduce l’indennità risarcitoria
Il silenzio serbato dalla lavoratrice circa la propria invalidità non costituisce elemento idoneo a ridurre l’ammontare del risarcimento del danno dovuto in caso di licenziamento discriminatorio, non sussistendo alcun obbligo di fornire spontaneamente informazioni sul proprio stato di salute. Nota

