Si configura una discriminazione indiretta solo se sia accertata l’effettiva disabilità del lavoratore licenziato per superamento del periodo di comporto nonché il nesso causale fra tale disabilità e l’assenza per malattia. Nota a Cass. 11 maggio 2026, n. 13734 Assunta
Limiti soggettivi e permessi ex art. 33, co. 3, L. n. 104/1992
La convivenza more uxorio non estende automaticamente il diritto a godere dei permessi retribuiti per l’assistenza nei confronti di soggetti privi del vincolo di parentela o affinità previsto dalla L. n. 104/1992. Nota a Cass. (ord.) 24 aprile 2026, n.
Omessi accomodamenti ragionevoli: nullo il trasferimento del lavoratore disabile
Il provvedimento datoriale di assegnazione del dipendente, portatore di handicap, ad altra sede produttiva, distante oltre 90 km, è discriminatorio e, in quanto tale, nullo qualora l’imprenditore non provi di aver adempiuto all’obbligo di adottare accomodamenti ragionevoli o che l’inadempimento
Discriminazione dei lavoratori che fruiscono dei permessi assistenza disabile
La mancata equiparazione alle presenze delle assenze dei lavoratori che fruiscono dei permessi ex L. 104/92 per assistere familiari costituisce discriminazione diretta. Nota a App. Milano 24 Febbraio 2026, n. 215 Gennaro Ilias Vigliotti
Licenziamento discriminatorio: il silenzio sulla propria disabilità non riduce l’indennità risarcitoria
Il silenzio serbato dalla lavoratrice circa la propria invalidità non costituisce elemento idoneo a ridurre l’ammontare del risarcimento del danno dovuto in caso di licenziamento discriminatorio, non sussistendo alcun obbligo di fornire spontaneamente informazioni sul proprio stato di salute. Nota
Trasferta del lavoratore inidoneo alle originarie mansioni
L’indennità di trasferta spetta al lavoratore che svolge la propria attività al di fuori del Comune della sede di assunzione, a prescindere dai motivi che hanno giustificato tale assegnazione. Nota a Cass. (ord.) 28 gennaio 2026, n. 1907 Fabrizio Girolami
Comporto e assenze connesse allo stato invalidante
Disabilità, superamento del periodo di comporto e licenziamento discriminatorio. Il datore di lavoro è tenuto a chiedere informazioni al lavoratore circa la natura della patologia invalidante e se e quante delle assenze dal lavoro siano imputabili a detta patologia. La
Lavoratori disabili: discriminatoria l’omessa adozione di accomodamenti ragionevoli
L’attribuzione dei medesimi carichi di lavoro a tutti i dipendenti, senza tener conto delle specifiche esigenze del prestatore disabile, costituisce una violazione indiretta del principio di parità di trattamento, salvo che il datore di lavoro dimostri che l’adozione di accomodamenti
Lavoratori disabili e obbligo datoriale di accomodamenti ragionevoli
L’assegnazione del dipendente portatore di handicap, anche non grave, ad una sede produttiva più vicina alla propria abitazione configura un accomodamento ragionevole, a condizione che non comporti, per il datore di lavoro, oneri sproporzionati o irragionevoli. Nota ad App. Milano
Licenziamento per giustificato motivo oggettivo di un disabile e repêchage
Il datore di lavoro, prima di procedere al licenziamento per giustificato motivo oggettivo di un disabile, ha l’obbligo di dimostrare l’impossibilità di ricollocarlo in mansioni equivalenti o inferiori presenti nell’organico aziendale, rispettando le clausole di buona fede e correttezza. Nota

