Rifiuto del trasferimento a notevole distanza: diritto alla NASpI e accertamento della giusta causa di dimissioni


La decisione del dipendente di recedere unilateralmente dal rapporto di lavoro, dopo aver subìto un trasferimento ad altra sede distante oltre 50 km, deve ritenersi una scelta involontaria, imputabile a terzi, e dà diritto alla NASpI, solo ove si accerti che il provvedimento datoriale non sia sorretto da ragioni tecniche, organizzative e produttive, non essendo la notevole distanza, di per sé, sufficiente ad integrare la giusta causa di dimissioni.

Nota a Cass. 21 aprile 2026, n. 10559

Sonia Gioia (altro…)


Pubblicato il 03 Giugno 2026 in , ,

Privacy e casella di posta elettronica aziendale “individualizzata”


La casella e-mail aziendale intestata al dipendente è un “contenitore” di dati personali.

Nota a Provv. GPDP 12 marzo 2026, n. 165

Fabrizio Girolami (altro…)


Pubblicato il 29 Maggio 2026 in ,

La clausola di stabilità posta ad esclusivo carico del lavoratore è illegittima


La previsione di una clausola penale (c.d. patto di stabilità) in favore del solo datore di lavoro per l’ipotesi di dimissioni del dipendente determina un’ingiustificata sproporzione nella tutela contrattuale delle parti e pertanto è illegittima.

Nota a Trib. Roma 15 aprile 2026, n. 45701

Flavia Durval (altro…)


Pubblicato il 28 Maggio 2026 in ,

Tutela della professionalità del dirigente medico in mobilità


Anche in ipotesi di mobilità d’ufficio inter-enti di dirigenti medici, il giudice di merito deve accertare in concreto, a fronte di allegazione di demansionamento e domanda di risarcimento dei correlativi danni, se le nuove mansioni siano equivalenti a quelle precedentemente svolte e conformi alla professionalità del dipendente, salva la dimostrazione, gravante su parte datoriale, di impossibilità di diversa allocazione o di domanda di adibizione a mansioni inferiori a salvaguardia dell’impiego.

Nota a Cass (ord.) 26 aprile 2026, n. 11177

Maria Novella Bettini (altro…)


Pubblicato il 26 Maggio 2026 in ,

Omessi accomodamenti ragionevoli: nullo il trasferimento del lavoratore disabile


Il provvedimento datoriale di assegnazione del dipendente, portatore di handicap, ad altra sede produttiva, distante oltre 90 km, è discriminatorio e, in quanto tale, nullo qualora l’imprenditore non provi di aver adempiuto all’obbligo di adottare accomodamenti ragionevoli o che l’inadempimento non sia a lui imputabile.

Nota a Trib. Verbania 10 marzo 2026, n. 38

Sonia Gioia
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Pubblicato il 25 Maggio 2026 in ,

Licenziamento per giustificato motivo oggettivo: esternalizzazione e repêchage


Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo è illegittimo se il datore di lavoro non prova l’effettività dell’esternalizzazione e l’impossibilità di repêchage.

Nota a Cass. (ord.) 7 aprile 2026, n. 8646

Fabio Iacobone (altro…)


Pubblicato il 22 Maggio 2026 in ,

Lavoro straordinario dei lavoratori di concetto e valore probatorio delle timbrature


Le singole timbrature non registrano necessariamente ogni movimento del lavoratore e non consentono, in via automatica, la ricostruzione dell’intero tempo di lavoro straordinario.

Nota a Cass. (ord.) 26 marzo 2026, n. 7293

Fabrizio Girolami (altro…)


Pubblicato il 21 Maggio 2026 in ,

Regime degli impatriati con laurea: la Cassazione richiede la residenza estera quinquennale anche per i cittadini UE, in contrasto con la prassi dell’Agenzia delle Entrate


I cittadini italiani in possesso di laurea che intendono accedere all’agevolazione di cui all’art. 16, comma 2, del D.lgs. n. 147/2015 (vecchio regime degli impatriati) devono dimostrare la residenza estera per cinque periodi d’imposta, non essendo sufficiente aver svolto per i 24 mesi precedenti al rientro attività lavorativa all’estero. Tale interpretazione restrittiva si pone in contrasto con il consolidato orientamento dell’Amministrazione finanziaria.

Nota a Cass. 15 aprile 2026, n. 9597

Ludovica Scarselli (altro…)


Pubblicato il 20 Maggio 2026 in ,

Lavoro intermittente e diritto alla NASpI


Il lavoratore, assunto con plurimi contratti di lavoro intermittente durante il periodo di percezione della NASpI, non è tenuto alla restituzione dell’indennità di disoccupazione ove risulti che i giorni effettivi di lavoro non eccedano i sei mesi.

Nota a Cass. (ord.) 17 marzo 2026, n. 6141

Sonia Gioia (altro…)


Pubblicato il 19 Maggio 2026 in ,

Quiescenza e incarichi retribuiti


Il divieto di un incarico retribuito si applica solo a chi è ‘collocato in quiescenza’, ovvero a chi percepisce effettivamente un trattamento pensionistico. La sola maturazione dei requisiti, senza la concreta erogazione della pensione, non è sufficiente a far scattare il divieto di incarichi retribuiti.

Nota a Cass. 15 aprile 2026, n. 9674

Valerio Di Bello (altro…)


Pubblicato il 18 Maggio 2026 in ,

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