Per quanto riguarda la prescrizione dell’azione volta all’accertamento dell’interposizione illegittima di manodopera la stabilità reale va verificata con riferimento al datore di lavoro formale. Nota a App. Roma 2 ottobre 2025, n. 2930 Flavia Durval
Malattia grave e computo del periodo di comporto
Ai fini dell’esclusione dal computo del comporto delle assenze per malattie particolarmente gravi, non può riconoscersi alcun valore probatorio ai messaggi Whatsapp scambiati tra dipendente e responsabile aziendale. Nota a Cass. 7 ottobre 2025, n. 26956 Pamela Coti
Danno da mobbing
Il danno causato da un comportamento mobbizzante del datore di lavoro va provato dal lavoratore. Nota a Cass. (ord.) 3 giugno 2025, n. 14890 Fabio Iacobone
Condotta aggressiva del lavoratore e licenziamento
Scoppio d’ira, urla, bestemmie e calci da parte del lavoratore non configurano una giusta causa di licenziamento. Nota a Cass. ord. 30 giugno 2025, n. 17548 Massimo Citerni di Siena
Assenza ingiustificata e licenziamento per giusta causa
Il lavoratore è tenuto a comunicare tempestivamente la necessità di assentarsi dal lavoro pena la violazione degli obblighi di correttezza e diligenza nell’espletamento della prestazione lavorativa. Nota a Cass. (ord.) 22 maggio 2025, n. 13747 Fabio Iacobone
Patto di prova e indicazione delle mansioni
Il patto di prova è valido solo se contiene la specifica indicazione delle mansioni, la quale può validamente avvenire anche tramite il rinvio al profilo professionale previsto dal contratto collettivo, purché sufficientemente dettagliato e non limitato alla generica descrizione della categoria.
Patto di prova per i dirigenti: le condizioni per la proroga prima della scadenza
È possibile il prolungamento del periodo di prova nel rispetto del limite massimo di durata previsto dal c.c.n.l. Nota a App. Venezia 8 marzo 2025, n. 15 Fabrizio Girolami
Demansionamento e prova del danno non patrimoniale
Va esclusa l’automaticità del risarcimento del danno professionale, biologico o esistenziale. Nota a Cass. (ord.) 29 ottobre 2024, n. 27867 Fabrizio Girolami
Mobbing e violazione dell’art. 2087 c.c.
Il fenomeno del mobbing ci configura in presenza di una serie di condotte legittime del datore di lavoro unificate da un intento persecutorio le quali, nonostante la formale correttezza dell’operato datoriale costituiscono un inadempimento agli obblighi derivanti dall’art. 2087 c.c.
Modifica unilaterale della collocazione temporale dell’orario part time del lavoratore disabile
La modifica unilaterale della pattuita collocazione temporale dell’orario part time costituisce un inadempimento del datore di lavoro al punto che è illegittimo il licenziamento fondato sulla mancata accettazione, da parte del dipendente, della modifica datoriale dell’orario di lavoro part time.

