Il danno causato da un comportamento mobbizzante del datore di lavoro va provato dal lavoratore. Nota a Cass. (ord.) 3 giugno 2025, n. 14890 Fabio Iacobone
Condotta aggressiva del lavoratore e licenziamento
Scoppio d’ira, urla, bestemmie e calci da parte del lavoratore non configurano una giusta causa di licenziamento. Nota a Cass. ord. 30 giugno 2025, n. 17548 Massimo Citerni di Siena
Demansionamento e prova del danno non patrimoniale
Va esclusa l’automaticità del risarcimento del danno professionale, biologico o esistenziale. Nota a Cass. (ord.) 29 ottobre 2024, n. 27867 Fabrizio Girolami
Dirigente medico e lavoro straordinario
La sistematica richiesta o accettazione di prestazioni eccedenti i limiti massimi stabiliti dalla legge o dalla contrattazione collettiva dà diritto al risarcimento del danno alla salute qualora il dirigente provi che le prestazioni, per le irragionevoli condizioni temporali, in una
Infortunio sul lavoro, transazione e risarcimento del danno successivo imprevedibile
Infortunio sul lavoro oggetto di transazione, è legittimo richiedere il risarcimento dei danni verificatisi successivamente (e non prevedibili alla stipula) purché sia data prova dell’imprevedibile aggravamento delle condizioni di salute post transazione. Nota a Cass. (ord.), 1° settembre 2023, n.
Mansioni usuranti e danno alla salute
Una volta provato il nesso causale rilevante ai fini del riconoscimento dell’equo indennizzo per la causa di servizio grava sul datore di lavoro l’onere di dimostrare di aver adottato tutte le cautele necessarie per impedire il verificarsi dell’evento dannoso. Nota
Forma scritta del licenziamento e divieto di prova testimoniale
Inammissibile la prova per testimoni in caso di mancanza di comunicazione scritta del licenziamento. Nota a Cass. (ord.) 8 settembre 2022, n. 26532 Paolo Pizzuti
Inammissibilità della prova testimoniale a dimostrazione del pagamento in contanti
Il datore di lavoro non può avvalersi della prova testimoniale per comprovare l’effettivo versamento della retribuzione in contanti. Nota a Trib. Ancona 27 marzo 2022 Pamela Coti
Licenziamento ritorsivo: dimostrabile anche per presunzioni
L’intento di rappresaglia, determinante ai fini del provvedimento espulsivo, può essere provato dal lavoratore anche sulla base di elementi indiziari. Nota a Cass. 17 giugno 2020, n. 11705 Matteo Iorio
Omessa o errata valutazione di prove testimoniali
Il ricorrente che “denunci, in sede di legittimità, l’omessa o errata valutazione di prove testimoniali, ha l’onere non solo di trascriverne il testo integrale nel ricorso per cassazione, ma anche di specificare i punti ritenuti fondamentali al fine di consentire

